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periodico culturalE
quadrimestrale on line
del CIRCUITO INTERNAZIONALE DEL TURISMO VERDE G.E.I.E.
Aut. Tribunale di Nuoro n.58/2006
- Direttore:Giovanna Fois - Amministratore Delegato: Emma
Marcialis
Redazione Nuoro Via Cavour n.34 - cell.380.4237469 - email:segreteria@circuitoverde.it
Pubblicazione on line del Supplemento n.01/2011 del 06.01.2011
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Cari
Amici Vi scrivo…
Università delle Arti Tradizioni e Mestieri del Mediterraneo
di
Emma Marcialis - LETTERA APERTA AI CITTADINI DI SILIQUA
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“Cari
amici Vi scrivo così mi distraggo un po’,
e
siccome sono molto lontano,
più
forte Vi scriverò.
Da
quando sono partita c’è una grossa novità,
l’anno
vecchio è finito ormai,
ma
qualcosa ancora a SILIQUA non và!.
Si
esce poco la sera compreso quando è festa
e c’è
chi ha messo dei sacchi di sabbia alla finestra…
E si
stà senza parlare per intere settimane
e a
quelli che hanno niente da dire di tempo ne rimane…”
Invece
la Fondazione Internazionale Università delle Arti Tradizioni e Mestieri
del Mediterraneo di cose ne ha da dire,
partendo dal bellissimo Progetto consegnato nelle mani del Sindaco Pier
Giorgio Lixia che ha avocato a sé anche la carica di Assessore ai
Servizi Sociali del Comune di Siliqua.
“Il punto saliente e qualificante del progetto, che
oramai tutti conoscete nelle linee essenziali, stà nel fatto che la
“CASA DEL PELLEGRINO” avrebbe dovuto assolvere anche al compito della
RACCOLTA DATI PUBBLICI, con la partecipazione convinta della
popolazione, la quale, passando attraverso un pubblico dibattito,
avrebbe dovuto compilare on-line, (nel centro) dei formulari conoscitivi
anonimi assai semplici, attraverso l’ausilio di crocette sui
seguenti argomenti:
a-indagine conoscitiva sui portatori di handicap
b-indagine conoscitiva con formulari
familiari-padre-madre- e figli su
ALCOLISMO
TOSSICODIPENDENZA
SESSUALITA’
DEVIANZA
SUICIDIO
EMIGRAZIONE
d-indagine conoscitiva sui giovani fino ai 30 anni.
TUTTI I DATI RACCOLTI sarebbero
dovuti essere esaminati dal Centro Studi della Fondazione della quale
fanno parte docenti universitari del Dipartimento di Scienze Sociali
dell’Università di Pisa e dai Servizi Sociali del Comune di Siliqua onde
arrivare ad una diagnosi esatta e congiunta sulle iniziative da adottare
a Siliqua al fine di Creare:
1.reali prospettive in loco
evitando lo sradicamento dei giovani dalla loro terra di
origine;
2.creare
una mobilità cosciente
dei
giovani,
mobilità legata alla conoscenza e non all’emigrazione e
acquisizione della consapevolezza che il sapere acquisito è patrimonio
della collettività da tramandare;
3.creare i presupposti per una buona qualità della
vita dei giovani nel comune di Siliqua
individuando”nuove strategie”;
4.la consapevolezza che la persona “anziana” è un
patrimonio del Paese e dunque tutti devono contribuire per educare i
giovani al rispetto e al valore della famiglia;
5.creare la consapevolezza che il “diverso”, il
portatore di handicap, o i giovani con difficoltà devono essere
aiutati dalla collettività;
6.comprensione per l’emigrato
e per i giovani emigrati;
7.rispetto dell’ambiente e delle ricchezze culturali,
artistiche e tradizioni del Paese che salvaguardano la storia e
che consentono al giovane di affrontare nuovi orizzonti, in poche
parole, insegnare l’importanza del “bene comune”.
La popolazione sarebbe dovuta essere “fidelizzata”
attraverso la consegna, dopo la compilazione dei formulari, del Simbolo
del Cammino di Santiago in Sardegna, che è la “pintadera di Teti”, da
conservare come ricordo in casa, augurando di poter dire, in un futuro
presente:
in questa avventura c’eravamo tutti!
Se
un ignaro “pellegrino”
OGGI volesse andare a SILIQUA e volesse informarsi qua e là, su google
immediatamente appare:
SILIQUA 2010:furti, rapine e coltellate.Ora l’omicidio. Piccoli bulli
crescono tra le pieghe di una comunità…
OMICIDIO DI SILIQUA:paese sotto schoc… Tre ragazzi in carcere per
l’omicidio di una pensionata che li ha sorpresi a rubare a casa…Maria
Rosaria Carrus, di 71 anni, assassinata a Siliqua nella notte tra
venerdì e sabato durante un tentativo di rapina e poi data alle fiamme
per cancellare le tracce…
CAPPELLACCI:complimenti ai Carabinieri per soluzione omicidio a Siliqua…
E
ancora:SILIQUA!
INCREDIBILE:una pensionata di 62 anni è stata multata per aver dato da
mangiare ad un cane randagio…
SILIQUA:”Sfama un cane randagio, multata una pensionata di 62 anni.. e
la lista potrebbe essere lunghissima…!!!
Ma
non fateVi venire lo sconforto c’è n’è per tutti:
Il
28 ottobre 2008 si è
tenuto a Nuoro il Seminario Internazionale Mediterraneo sul Cammino di
Santiago in Sardegna organizzato dalla Fondazione a cui hanno
partecipato il Comune di Roma, il Comune di Maenza, la Provincia di
Latina, l’Ambasciata del Marocco, l’Ambasciata del Vietnam, testate
giornalistiche nazionali e per la Regione Autonoma della Sardegna è
intervenuto l’On. Pietro Pittalis e per il Governo Italiano il
Sottosegretario all’Istruzione On. Giuseppe Pizza Il dibattito era
incentrato sulla proposta di riconoscere la SARDEGNA come terra
dispensatrice di “CULTURA” con l’istituzione della UNIVERSITA’ DELLE
ARTI TRADIZIONI E MESTIERI DEL MEDITERRANEO per dare dignità
universitaria a tutti i mestieri tradizionali in estinzione, per offrire
un futuro lavorativo ai giovani, per agevolare una migliore integrazione
delle comunità emigrate e favorire l’emigrazione di rientro creando un
ponte fra culture mediterranee.
In
quella sede ho ampiamente illustrato i risultati di una grande indagine
finanziata dall’Unione Europea già nel 2001 nella Sardegna centrale
nelle aree della Barbagia, del Mandrolisai e dell’Ogliastra, e sono
emersi dati allarmanti per la Sardegna e sono un comune denominatore per
tutto il sud Italia e del Bacino del Mediterraneo. Questo studio
minuzioso ha dato una lettura assai grave della Sardegna e per questo ho
chiesto (NON ASCOLTATA) una grande attenzione al Governo Nazionale e
Regionale.
INDAGINE SOCIALE SUI GIOVANI anno 2001 finanziata
dall’Unione Europea
L’indagine realizzata attraverso un numero molto elevato
di interviste ha consentito di cogliere puntualmente i caratteri di una
condizione giovanile, in età compresa tra i 16 e i 22 anni, ALLARMANTE.
Il 10 % degli intervistati ritiene non grave rubare per avere i soldi da
spendere con gli amici o sequestrare una persona,
15% dei giovani giudica di poca o nessuna gravità gli attentati agli
amministratori.
Le aree di confine, in cui sono presenti talvolta in modo
massiccio, e tante volte in modo marginale, valori, comportamenti o di
tolleranza, o condivisione della illegalità, assumono frequentemente
valori intorno ai 10 punti percentuali, ma con ondeggiamenti, e
“sfondamenti” che si configurano come INDIZI che il sistema valoriale,
che condivide la maggioranza dei giovani, non è sempre solido, spesso è
precario, ed accoglie valori e scelte di vita assolutamente non
rassicuranti:
quasi il 35% dei giovani giudica poco o per nulla grave fare rapine in
quanto non c’è lavoro.
I fatti di violenza, l’abuso di sostanze alcoliche, gli
attentati alla cosa pubblica accadono frequentemente nell’ambito di una
cultura giovanile che si costruisce nell’isolamento e nell’indifferenza:
i giovani che sfuggono al controllo familiare che il sistema lavorativo
esclude, consolidano l’emarginazione subita a scuola.
La comunità, a sua
volta, consente loro di creare luoghi separati, ben sapendo che in
quegli ambiti si sviluppano concezioni di vita e della persona
NON ACCETTABILI.
Poco viene tentato per ricostruire attorno a questi
giovani rapporti significativi che creino valori diversi: da una parte
gli strumenti tradizionali (quali la minaccia e la sanzione, i vecchi
progetti di partecipazione alla vita delle istituzioni) sono scarsamente
efficaci, dall’altra, non è facile adeguare i propri metodi di
coinvolgimento e di comunicazione.
Ai processi integrativi molto efficaci sul piano dei
comportamenti di consumo, che, in particolare, conducono ad una
massificazione di molti comportamenti sociali, si contrappongono azioni
integrative – a livello familiare, di rete parentale, a scuola, sempre
più deboli che non si rinforzano sinergicamente su molteplici sfere di
vita e che hanno alla loro base valori non sufficientemente condivisi
dalla generalità degli individui.
Quasi al di sotto di modelli, stili di vita,
comportamenti di consumo fortemente standardizzati e consolidati da
processi integrativi convergenti, si sviluppano motivazioni, valori,
comportamenti nel privato sempre più differenziati e imprevedibili,
poco orientati dai processi socializzativi familiari e della scuola,
affidati ad una pluralità di esperienze socializzative sempre meno
osservabili e controllabili, svincolate da ogni pretesa integrativa.
LA
NORMALITA’ COMPRENDE E ACCOGLIE UNA PLURALITA’ CRESCENTE DI DEVIANZE.
LE
DONNE DELLA SARDEGNA CENTRALE
a stento riescono ad
emergere ed è sempre più preoccupante il
fenomeno dell’alcolismo femminile delle
donne che si alcolizzano fra le pareti domestiche.
IL SUICIDIO FRA I GIOVANI Altro dramma vissuto da tante famiglie in special modo della Sardegna centrale, è l’alta concentrazione di suicidi in numero crescente nei giovani, un dramma che le famiglie vivono nel mesto silenzio in totale assenza dell’intervento sociale. Il suicidio è una malattia sociale e le Istituzioni devono avere il coraggio di venire allo scoperto e intervenire. Da quattro anni è nata una collaborazione fra la Fondazione il Vietnam. Il Vietnam è una realtà all’interno della Fondazione, e confidiamo molto nel Progetto del Cammino di Santiago e della Salute uniti per portare avanti la medicina tradizionale senza farmaci. Confidiamo sulla introduzione del metodo del Prof. Nguyen Tai Thu, Dottore in medicina, Professore in agopuntura, Direttore dell’Istituto Nazionale di Agopuntura del Vietnam, Membro del Comitato Esecutivo della Federazione della Società di Agopuntura, Membro onorario di associazioni di agopuntura in 16 differenti nazioni, Presidente dell’Associazione vietnamita per l’aiuto dei bambini handicappati, Insignito dell’Ordine di Indipendenza di 2° classe della Repubblica Popolare del Vietnam. Questo metodo consente di curare tante patologie quali la tossico-dipendenza, l’alcolismo e anche la sindrome del suicidio.GIOVANI EMIGRATI Una parola voglio spenderla anche a proposito dei giovani emigrati. In Sardegna abbiamo oltre 2000 emigrati marocchini, la Sardegna è diventata rotta di emigrazione e nelle nostra coste arriveranno anche i cadaveri. Non aspettiamo che la puzza arrivi sotto i nostri balconi per pensare a soluzioni che siano diverse dai classici respingimenti giudicati efficaci. Noi sardi siamo un popolo di emigrati, abbiamo lavorato sotto terra, e fatto grandi tante Nazioni. A Ostia, per non andare lontano, i sardi emigrati vivevano in baraccopoli peggio delle favelas del Brasile. Non dimentichiamo il dramma dell’emigrazione.Non dimentichiamo che l’emigrato è prima di tutto un essere umano e come tale ha diritto alla dignità. La piccola sede di Sorgono de “LE VIE DEL MEDITERRANEO” in comproprietà per donazione al Regno del Marocco e alla Repubblica Socialista del Vietnam va in quella direzione. Mi ha colpito molto un vecchio detto ARABO che vi voglio raccontare: “un uomo vide in lontananza un qualcosa che si muoveva, pensò fosse un animale e meditò di sparargli, man mano che quel qual cosa si avvicinava, si accorse che era un uomo, e, quando gli fu di fronte si accorse che era suo fratello”.
” L’ANTICO CAMMINO del pellegrino in Sardegna” passava anche a SILIQUA…
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